Allo Spazio Gerra a Reggio Emilia, la mostra “Francesco Guccini. Canterò soltanto il tempo”

3 Apr , 2026 - Musica

Allo Spazio Gerra a Reggio Emilia, la mostra “Francesco Guccini. Canterò soltanto il tempo”

Dal 18 aprile al 18 ottobre 2026, Spazio Gerra a Reggio Emilia ospita la mostra “Francesco Guccini. Canterò soltanto il tempo”, un progetto espositivo dedicato a uno dei più importanti protagonisti della canzone d’autore italiana. Il progetto, che prende il titolo dal verso “Canterò soltanto il tempo” del brano “Il tema” (1970), riassume uno dei nuclei della poetica di Francesco Guccini: il rapporto tra parola, memoria e lo scorrere del tempo.

«L’opera di Francesco Guccini è un bene estremamente prezioso del patrimonio culturale di questa terra, quella delle sue radici e della crescita artistica. La mostra ne restituisce il valore in tutta la sua autenticità e attraverso linguaggi diversi – commentano il Presidente della Regione Emilia-Romagna Michele de Pascale e l’Assessora alla Cultura della Regione Emilia-Romagna Gessica AllegnSpalanca una finestra sulla bellezza e complessità della sua arte: è un’occasione per le generazioni adulte di ritrovare emozioni vissute anche attraverso le sue canzoni, le sue parole, e per quelle giovani di conoscere meglio e apprezzare uno dei grandi protagonisti della musica cantautorale italiana. L’Emilia di Guccini, quella della voglia di vivere, delle notti in osteria, delle albe, del sole nei cortili e delle nebbie, quella vista da un osservatore ‘dal fondo della sua città’ è la testimonianza poetica di un legame forte con la comunità e con il territorio che si fa ispirazione e riferimento identitario per il Paese – proseguono Michele de Pascale e Gessica Allegni –Senza dimenticare la capacità unica di raccontare e anticipare i tempi e i cambiamenti della società, con uno sguardo fine, impegnato e libero. Per tutto questo, a Francesco Guccini va la gratitudine della comunità regionale, e il plauso al Comune di Reggio Emilia, agli organizzatori e curatori della mostra per aver dato vita a un progetto che sa valorizzare questo straordinario patrimonio».

«L’idea di fare una mostra su Francesco Guccini è nata quasi per caso, da incontri e dialoghi che ci hanno portato a pensare a un tributo, più che ad una “antologica”. Una figura così grande, umanamente e artisticamente, non si può raccontare in modo tradizionale – dichiarano Stefania Carretti, Lorenzo Immovilli ed Erika Profumieri, curatori della Mostra – il massimo che potevamo fare era omaggiarla con rispetto e umiltà. Il progetto non era programmato, ma è maturato in quasi tre anni di lavoro. Fin dall’inizio abbiamo coinvolto illustratori e artisti contemporanei per rendere attuale la sua poetica, anche perché Guccini ha sempre avuto un legame forte con il fumetto e l’illustrazione. A questo abbiamo affiancato la fotografia, elemento importante anche per il nostro territorio, creando un dialogo tra linguaggi diversi. La mostra è stata pensata come un concept album, ruota attorno a nove canzoni, ma al centro non ci sono i brani in sé, bensì il racconto. È un’esperienza da vivere con le cuffie, per sentirsi accompagnati da una voce unica, capace di trasmettere calore, saggezza e autenticità, qualità rare non solo nella musica. Guccini è stato coinvolto, ma senza forzature, non ama apparire né essere celebrato in modo spettacolare. Abbiamo quindi costruito tutto a partire dai suoi racconti, condividendoli con lui nel rispetto della sua natura. La cosa più intensa è stata proprio ascoltarlo, sedersi con lui, tra fotografie e ricordi, e lasciarsi trasportare dalle sue storie».

«Con la mostra dedicata a Francesco Guccini, la città di Reggio Emilia rinnova e rafforza con questo straordinario autore un legame culturale profondo, costruito nel tempo attorno a valori condivisi come la memoria, la parola e l’attenzione alla dimensione civile della vita collettiva. Un legame che affonda le proprie radici lungo la Via Emilia, crocevia di storie e identità, da cui prende forma una parte significativa della sua produzione, e che trova un momento simbolico nella laurea ad honorem conferita a Guccini proprio a Reggio Emilia nel 2002 – afferma il Sindaco di Reggio Emilia Marco Massar–  La mostra si inserisce in un percorso di valorizzazione della cultura musicale emiliano-romagnola già avviato dalla città, e rappresenta una nuova tappa dopo iniziative dedicate a figure come Augusto Daolio e i Nomadi, profondamente legati allo stesso Guccini anche sul piano artistico. Il progetto espositivo propone uno sguardo ampio, che va oltre i luoghi biografici per restituire il forte radicamento dell’autore nell’intero territorio regionale, pur riconoscendo in Pavana, sull’Appennino tosco-emiliano, un luogo centrale della sua memoria e della sua ispirazione. Celebrare il “maestrone” significa così rendere omaggio a parole che hanno definito, e continuano a farlo, l’identità delle nostre terre. Noi che portiamo orgogliosamente nel nome della nostra città quell’Emilia “sognante, tra l’oggi e il domani” cantata da Guccini, riconosciamo in questa iniziativa un’occasione preziosa per rinnovare il valore della cultura come memoria viva e condivisa».

«“Canterò soltanto il tempo” più che una mostra è una nuova opera di Francesco Guccini che, all’interno della nuova edizione di Fotografia Europea dedicata a “I fantasmi”, ci aiuta a riconoscere e convivere con le “ombre” del nostro tempo, presenze invisibili ma influenti, che ritroviamo spesso nelle sue canzoni: paure, ricordi o nostalgie che generano smarrimento e divisioni oppure sogni, passioni e ideali che ispirano l’agire e danno senso al presente – dichiara l’Assessore alla Cultura del Comune di Reggio Emilia Marco Mietto– Da questo punto di vista, Guccini ha costruito per tutti noi uno spazio di consapevolezza e di orientamento, che offre a ciascuno parole, immagini e idee per riconoscere i “fantasmi” che abitano la società e decidere come coabitare con essi».

L’esposizione nasce da una serie di incontri con l’artista, svolti nell’arco di quasi tre anni, durante i quali Guccini ha condiviso ricordi, riflessioni e racconti legati alla sua produzione musicale e letteraria. Da questi dialoghi prende forma un percorso che mette in primo piano il tema del tempo, elemento ricorrente nella sua opera, insieme al valore della parola come mezzo per narrare la vita, la memoria e l’esperienza.

Promossa dall’Assessorato alla Cultura e Giovani del Comune di Reggio Emilia, con il patrocinio della Regione Emilia-Romagna e realizzata da ICS – Innovazione Cultura Società ETS, la mostra è curata da Stefania Carretti, Lorenzo Immovilli ed Erika Profumieri all’interno della programmazione culturale di Spazio Gerra, luogo dedicato alla cultura popolare contemporanea. L’iniziativa ha il contributo della Fondazione Palazzo Magnani e della Fondazione Manodori. La mostra, il cui ingresso sarà gratuito, propone un ritratto intimo e insieme pubblico di Francesco Guccini: cantautore, scrittore, narratore e figura di riferimento culturale per diverse generazioni.


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