Pubblicato da: Domenico Credo
Oggi ci ha lasciato Gianfranco Caliendo, un artista che ha dato lustro a Napoli e ha fatto la storia della musica leggera italiana.
Dopo la lunga e gloriosa parentesi con il suo gruppo storico, il Giardino dei Semplici, Caliendo ha abbracciato una libertà artistica rara. Non si è seduto sugli allori di una hit, ma ha continuato a scavare nelle pieghe della melodia, portando avanti progetti solisti e, soprattutto, dedicandosi con amore accademico alla formazione di nuove voci.
Nella sua accademia, non insegnava solo la tecnica, ma l’etica del canto, il rispetto per la parola e la sacralità del palco.
Un artista che ha saputo invecchiare con la grazia dei grandi, mantenendo intatta quella luce negli occhi che si accendeva ogni volta che le dita toccavano le corde di una chitarra.
Un timbro che, col passare degli anni, era diventato ancora più ricco, portando con sé il peso dolce dell’esperienza e la saggezza di chi ha visto il mondo cambiare restando fedele a se stesso.
La morte di Gianfranco non interrompe il suo canto; lo sposta semplicemente in una stanza dove non servono amplificatori. Ci lascia l’immagine di un uomo che ha saputo staccarsi dalle etichette per diventare, semplicemente, Gianfranco. Un artista che ha amato Napoli e la musica senza riserve, e che ha vissuto gli ultimi decenni scrivendo capitoli nuovi, spesso lontano dalle luci abbaglianti dei riflettori, ma sempre vicino al cuore di chi sapeva ascoltare.
”Un vero artista non è colui che insegue il successo, ma colui che abita la propria musica fino all’ultimo respiro.”
Oggi il sipario cala su una vita spesa bene. Ma tra le aule della sua scuola, nei dischi prodotti con cura artigianale e in quel modo gentile di porsi che lo ha sempre contraddistinto, Gianfranco Caliendo continuerà ad esistere. Ci mancherà la sua voce, sì, ma ci resta il suo esempio: quello di un uomo che ha saputo essere “semplice” per scelta e straordinario per natura.
Buon viaggio, caro Gianfranco. La tua musica ci accompagnerà per sempre.
