“La denatalità è un problema di tipo culturale, non economico o abitativo anche se sono tematiche centrali, ma alla base c’è il tema culturale: la perdita del principio di sacralità della famiglia è di moda. Bisogna difendere la società occidentale, essere custodi di un patrimonio e non suoi consumatori”. Queste le parole di Italo Bocchino, ex deputato e attuale scrittore e giornalista durante il suo intervento alla giornata conclusiva dei Forum della Famiglia e della Natalità svolti nell’ambito dell’evento Tutto Sposi.
Bocchino ha poi sottolineato: “Un grande sforzo deve essere fatto nella società per recuperare la bellezza del sacrificio del fare figli e nel fare una famiglia. La vera rivoluzione è recuperare un pezzo della nostra cultura che è stato sacrificato in nome dell’egoismo, senza un forte sentimento della famiglia e della natalità non si va da nessuna parte. Ecco perché abbiamo umanizzato i cani come figli e pertanto abbiamo sostituito i figli con gli animali”.

Andrea Morniroli, assessore regionale alle Politiche sociali e Scuola, ha riportato invece il dibattito sulle difficoltà che le coppie incontrano sul tema dell’abitazione, sulle politiche sull’infanzia e anche sui servizi urbani di trasporto. “I diritti devono tornare al centro della politica, i diritti delle persone e la sicurezza devono tornare a rappresentare le basi da cui ripartire. Per la casa la nostra amministrazione sta lavorando su un grosso piano d’investimenti per risolvere il problema della speculazione sugli affitti come sta avvenendo nell’area flegrea, dove abbiamo attivato controlli. Per le politiche 0-6 stiamo colmando dei vuoti per recuperare il gap che scaturisce dall’utilizzo dei fondi PNRR che prevedono soldi per la realizzazione di asili nido e scuole per l’infanzia ma senza le risorse per gestirli”.
Proprio dall’elaborato di PwC Italia, illustrato dalla Tax Senior Manager Valeria De Sortis, si evince che oggi ci sono circa 1.5 milioni di famiglie in grave disagio abitativo a fronte di quasi 8.5 milioni di “case dormienti” e, che il fabbisogno netto stimato per lo scorso anno è di circa 151 mila abitazioni l’anno a fronte di sole 55 mila abitazioni autorizzate nel 2024. Anche per gli asili nido i conti non tornano: nel Mezzogiorno sono solo 21 posti nei servizi dell’infanzia ogni 100 bambini.
Emanuela Ferrante, assessore alle Pari Opportunità e Sport del Comune di Napoli: “La casa resta un punto importante per il progetto di vita di una coppia. Per questo motivo con l’attuazione della variante sugli affitti brevi, a cominciare dal centro storico, che prevede una normativa stringente che interessa la destinazione d’uso e la percentuale del 30% che fissa il limite per condominio di gestione di B&B, contiamo di compiere un primo e importante passo. Anche il patrimonio edilizio pubblico è un tema al vaglio dell’Amministrazione non essendoci ancora dati certi, e stiamo percorrendo la strada del monitoraggio per quantificarlo”.
Dal mondo universitario, per dichiarazione del professore Luigi Caramiello ordinario di sociologia dei processi culturali e comunicativi dell’Università Federico II di Napoli, arrivano indicazioni sulla trasformazione sociale che ha generato la denatalità: “La denatalità è un fenomeno multidimensionale – ha detto il prof. Caramiello -, in cui gioca un ruolo anche l’aumento di libertà femminile con l’emancipazione, che è diventata un deterrente alle nascite. Casa, lavoro e welfare sono solo elementi strutturali ed economici, tanto è che oggi i popoli dell’Africa, come Ciad, Niger e Mali, hanno una maggiore natalità in una società certamente più povera della nostra”.
Contrapposte, sul matrimonio, le posizioni di alcuni avvocati intervenuti al dibattito. Da una parte gli avvocati Antonella Esposito e Cetty Saetta dell’associazione Potere ai Diritti e dell’avvocato Francesco Petruzzi, sostenitori della tesi che il matrimonio è un contratto giuridico a tutti gli effetti e che possa essere tutelato con strumenti come i Patti prematrimoniali lanciando lo slogan “patti chiari e matrimonio lungo” e, dall’altra, l’avvocato Roberta Nobile, consigliere dell’ODA di Napoli con delega ai minori, contraria ai Patti considerando la vita familiare in continua evoluzione, mentre ha sottolineato l’importanza di dover disciplinare la gestione della prole attraverso il supporto di figure professionali. Tutti d’accordo, però, sul dover rivedere gli schemi sociali della coppia e del matrimonio in una più aggiornata visione culturale.