GX Fashion Week Paris al Musée Banksy:

9 Ott , 2026 - Eventi

GX Fashion Week Paris al Musée Banksy:

Dopo il successo dell’edizione milanese, andata in scena il 28 settembre nello storico e prestigioso Palazzo
Giureconsulti di Piazza Duomo, appena cinque giorni dopo la GX Fashion Week torna a Parigi, dove il 3
ottobre Gentiana Dervishi riesce ancora una volta a emozionare il pubblico, scegliendo per questa edizione
un luogo profondamente diverso rispetto alle precedenti: il Musée Banksy, nel cuore della capitale francese.
Una scelta tutt’altro che casuale, nata dalla sinergia con Haziz Vardar, imprenditore e produttore teatrale
belga di origine albanese, figura di rilievo della scena culturale parigina e protagonista di importanti realtà
teatrali della capitale, oltre che fondatore e ideatore del Banksy Museum. Nato proprio a Parigi, il progetto è
oggi diventato un network internazionale di esperienze immersive dedicate al celebre street artist britannico,
presente in alcune delle più importanti metropoli del mondo.

È all’interno di questo spazio, concepito per raccontare l’arte attraverso un’esperienza urbana e non convenzionale, che la GX Fashion Week ha scelto quest’anno di sviluppare una nuova collaborazione, mettendo in dialogo la moda con un universo artistico profondamente anticonvenzionale. Una sinergia che nasce dalla volontà di Gentiana Dervishi di creare nuove connessioni internazionali e di aprire il progetto GX a contaminazioni capaci di arricchirne ulteriormente il percorso. In questo contesto, un ruolo centrale è stato svolto da AIFF, Albanian
International Fashion Federation, la Camera della Moda albanese, che ha patrocinato e rappresentato
gli stilisti albanesi presenti a Parigi, conferendo alla loro partecipazione una dimensione istituzionale e
internazionale. La presenza di AIFF rafforza così il significato di un progetto che non si limita a presentare
collezioni, ma porta sulla scena internazionale il talento e l’identità della moda albanese attraverso una
rappresentanza organizzata e riconoscibile. La GX Fashion Week continua dunque il proprio percorso
internazionale a Parigi, giungendo alla sua quinta edizione, dopo aver consolidato negli anni la propria
presenza nella capitale francese in modo autonomo. Quest’anno, però, il progetto sceglie di aggiungere una
nuova dimensione al proprio percorso, attraverso una collaborazione inedita capace di mettere in dialogo la
moda con l’arte, la cultura e nuove forme di networking. Durante la serata, inseriti in un pubblico di rilievo
proveniente non solo dall’Italia, ma anche da diversi Paesi del mondo e fedele alla GX Fashion Week
ovunque venga proposta, hanno preso parte all’evento in qualità di ospiti d’onore Dritan Tola,
Ambasciatore d’Albania in Francia, e Mehdi Halimi, Ambasciatore del Kosovo. La loro presenza ha
conferito ulteriore prestigio internazionale alla serata, sottolineando il valore della GXFW come punto
d’incontro tra moda, cultura e rappresentanza istituzionale. È questa la direzione scelta da Gentiana
Dervishi: non sostituire ciò che è stato costruito negli anni, ma ampliarlo, creando nuove sinergie, nuove
connessioni e nuove opportunità per il futuro della GX Fashion Week.


La Griffe Academy è una delle più note scuole di moda di Tirana, istituita da Estela Koni, che attraverso il
lavoro dei propri docenti forma e accompagna una nuova generazione di giovani stilisti. Molti di loro, un
tempo studenti dell’Academy, sono oggi già affermati e hanno avuto modo di presentare le proprie creazioni
anche sulle passerelle internazionali della GX Fashion Week, testimonianza concreta di un percorso
formativo capace di trasformare il talento in una professione. In occasione dell’appuntamento parigino, gli
studenti della La Griffe Academy hanno presentato Haute Couture Collection, una collezione costruita
attorno al rapporto sempre più complesso tra l’essere umano e la tecnologia. L’intelligenza artificiale, gli
schermi e il mondo virtuale stanno modificando profondamente il modo di comunicare, creare e persino di
vivere i sentimenti, arrivando a mettere in discussione il confine tra emozione autentica e realtà artificiale. La
collezione interpreta questo contrasto attraverso un immaginario futuristico e freddo, nel quale la
componente tecnologica incontra il rosso, simbolo dell’amore, della passione e della vita, e il bianco,
associato alla purezza dell’anima, alla pace e alla tradizione. È proprio dall’incontro tra queste dimensioni
opposte che emerge il messaggio centrale della collezione: per quanto il futuro possa diventare tecnologico,
esistono valori che non possono essere sostituiti, primo fra tutti il sentimento umano. Un percorso che trova il
proprio punto culminante nell’abito da sposa, interpretato non soltanto come elemento estetico, ma come
simbolo di amore, famiglia, tradizione e continuità. Tra gli stilisti della La Griffe Academy, BR8 ha aperto la
sfilata con una creazione Haute Couture in pelle e ferro, dal forte carattere futuristico. Il bianco metallico
richiama la tecnologia, mentre i dettagli rossi evocano il sangue, l’energia e la forza umana in un mondo
sempre più meccanizzato.

Una creazione statement scelta per aprire la sfilata della La Griffe Academy alla
Paris Fashion Week 2026, indossata dalla cantante chiamata a inaugurare lo show. Anisa Balika, con il
brand ASSIN, ha presentato “An Impossible Love Story”, una collezione che esplora il rapporto tra
l’umanità e l’Intelligenza Artificiale attraverso due momenti, ILLUSION e BLINDNESS: dalla fascinazione
iniziale alla dipendenza, fino all’allontanamento dalla realtà. Ermelinda Malqi, con il brand BENJAMIN, ha
presentato tre look ispirati alla robotica e all’Intelligenza Artificiale, esplorando il rapporto tra identità umana e tecnologia attraverso tre fasi: HUMAN, espressione della creatività e dell’artigianalità, MACHINE, simbolo
di precisione e controllo, e HYBRID, fusione tra uomo e tecnologia in un nuovo linguaggio visivo. Xhea
Kaba, fondatrice dell’omonimo luxury brand nato nel 2024, ha portato in passerella una capsule collection
che trasforma la moda in arte indossabile e indaga il rapporto tra l’essere umano e l’Intelligenza Artificiale.
Due look raccontano il passaggio dalla fusione tra tecnologia e corpo umano alla sua evoluzione in una
forma artificiale apparentemente perfetta, ma ancora attraversata da tracce di emozione, vita e memoria. Un
invito a riflettere sul confine sempre più sottile tra umano e artificiale. Deti Hoxha, con il brand Deti Style, ha
portato in passerella una collezione dedicata all’eleganza contemporanea, tra abiti da sera, completi classici
e creazioni Haute Couture arricchite da dettagli artigianali. Linee raffinate, materiali ricercati e lavorazioni
curate interpretano una femminilità moderna che incontra la tradizione senza tempo dell’eleganza. Marsela
Grimci Sukni, con Pendium Sposa, ha presentato “Lule Borë”, nuova collezione bridal e cerimoniale
ispirata alla delicatezza e alla purezza del bucaneve. Silhouette eleganti, dettagli raffinati e una luminosità
discreta fondono il romanticismo classico con un’estetica contemporanea, reinterpretando la tradizione
dell’abito da sposa attraverso linee pulite e una sensibilità moderna. Etnik Shala, designer kosovaro tra le
figure più rappresentative della moda contemporanea del Kosovo, ha presentato a Parigi “ARKA”. Ha
aperto il suo primo atelier a soli 17 anni e ha ricevuto importanti riconoscimenti internazionali, tra cui il Grand
Prix e il Big See Award, distinguendosi per una visione capace di unire identità culturale, contemporaneità
e artigianalità. Con “ARKA”, Shala esplora il tema della memoria attraverso dettagli e lavorazioni artigianali
che evocano ciò che per generazioni è stato custodito e tramandato. Una collezione che trasforma il
patrimonio del passato in una nuova espressione destinata a durare nel tempo.

L’Albanian Design Academy, con sede a Tirana, è una scuola professionale dedicata alla formazione nel fashion design. Guidata da Elsida Pepa, docente e direttrice specializzata in modellistica, taglio, cucito e progettazione
digitale, in collaborazione con il maestro Ardi Asllani, docente di design e figura riconosciuta della moda
albanese, l’Academy forma giovani designer attraverso un percorso che unisce tecnica, progettazione e
ricerca creativa. Molti studenti ed ex studenti hanno già trasformato questa formazione in un percorso
professionale, arrivando anche sulle passerelle internazionali. Xhesika Dëshiri, originaria di Durazzo, ha
presentato a Parigi una creazione che esprime la sua ricerca attraverso il dialogo tra storia e
contemporaneità. La sua estetica nasce dall’incontro tra arte, architettura e diverse epoche della moda,
reinterpretate con un linguaggio moderno nel quale eleganza, forza e femminilità convivono. Un lavoro che
riflette la visione di una giovane designer in formazione, per la quale l’abito diventa soprattutto espressione
di identità, emozione e carattere. Enejda Likalla, giovane designer di 20 anni originaria di Tirana, ha
presentato a Parigi la sua prima collezione, segnando un momento importante del proprio percorso
formativo. Il lavoro nasce dalle competenze sviluppate all’Albanian Design Academy, dalla ricerca sui
tessuti alla modellistica e all’illustrazione di moda, unendo preparazione tecnica e sensibilità creativa. Una
prima importante occasione internazionale per una giovane designer albanese chiamata a trasformare la
propria passione in un progetto concreto. Ezgi Özalan, 24 anni, nata a Istanbul da padre turco e madre
albanese e cresciuta in Albania, ha studiato Scenografia e Costume Design all’Università delle Arti di
Tirana, completando poi la propria formazione nella moda tra modellistica, sartoria professionale e
progettazione Haute Couture. Un percorso che le ha permesso di unire sensibilità artistica e preparazione
tecnica nella costruzione della propria identità creativa e del brand Özalan’s. A Parigi ha presentato
“Midnight Echo”, una collezione che racconta la femminilità attraverso il contrasto tra il blu della notte e gli
accenti dorati della luce, tra forza e delicatezza, in un immaginario ispirato alla mitologia e al mondo celeste,
dove la donna diventa simbolo di mistero, potenza e resilienza. Melina Skenduli, giovane designer di 21
anni e recente diplomata dell’Albanian Design Academy, ha presentato “MELI”, la sua prima collezione
completa, interamente realizzata a mano e frutto di un percorso che unisce ricerca, sartoria e ricamo
artigianale. Ispirata al mondo delle api e alla figura della regina, la collezione è un omaggio alla forza, alla
capacità di creare e proteggere e alla dimensione materna del femminile. Strutture geometriche, tonalità
miele e ricami dorati costruiscono un linguaggio visivo che celebra la donna come origine, custode e forza
generatrice della vita. Maylin Aguirre, stilista italiana d’adozione e originaria di Cuba, porta a Parigi un
percorso costruito nel mondo della moda dapprima come modella e oggi come designer. Per anni ha
lavorato sulle passerelle e nelle campagne di importanti maison internazionali, tra cui Dolce & Gabbana,
L’Oréal, Ray-Ban, Calvin Klein, Diesel, Armani e Pierre Cardin, sviluppando una profonda conoscenza
del sistema fashion e della sua evoluzione. Particolarmente significativo il rapporto professionale con
Azzedine Alaïa, per il quale ha sfilato per diversi anni e che considera una figura fondamentale nella propria
formazione artistica e professionale. Da questa esperienza nasce Maylin®, brand dedicato alla femminilità e
pensato per valorizzare donne di età e forme diverse attraverso eleganza, raffinatezza e particolare
attenzione alla vestibilità. Una visione che porta con sé la sensibilità di chi la moda l’ha vissuta prima davanti
all’obiettivo e sulle passerelle internazionali, e oggi la interpreta attraverso una creatività personale,
contemporanea e profondamente legata al mondo femminile. L’International Fashion Institute “Izet Curi”,
fondato nel 2014 a Skopje, forma giovani professionisti della moda attraverso percorsi dedicati a
modellistica, stilismo, taglio e confezione. L’istituto nasce dall’esperienza di Izet Curi, celebre stilista e
costumista di origine kosovara, con una lunga carriera a Parigi al fianco di maison come Hermès, Thierry

Mugler, Azzedine Alaïa, Jean Paul Gaultier, Christian Lacroix e Chanel. Un patrimonio professionale
oggi trasferito alle nuove generazioni. Rrona Dujaka, designer di Gjakova, Kosovo, e studentessa al
secondo anno dell’Istituto, ha presentato a Parigi una creazione ispirata alla bellezza dello spazio e a una
moda destinata ad accompagnare l’umanità oltre i confini terrestri. Il blu profondo richiama il mistero
dell’universo, mentre gli elementi luminosi evocano stelle e pianeti. Una visione che celebra la femminilità e
la moda come espressione d’arte proiettata verso il futuro. Renea Kika, designer originaria di Pristina,
Kosovo, ha presentato a Parigi una creazione ispirata alle reti neurali e alla tecnologia futuristica. I tagli e
le aperture dell’abito richiamano il flusso dell’energia e le connessioni digitali, mentre gli elementi cromatici
evocano innovazione ed evoluzione. Una visione che fonde il corpo umano con la tecnologia, trasformando
la moda in un linguaggio capace di esprimere connessione, energia e identità proiettate verso il futuro.
Nikola Eftimov, professore e figura autorevole della formazione e della ricerca nel fashion design
macedone, ha presentato a Parigi “DATA FIELD_01”. Designer, artista visivo e docente, ha studiato a
Skopje e completato la propria formazione presso l’Accademia Italiana di Firenze, sviluppando una ricerca
tra moda, arte, comunicazione e sperimentazione. Professore alla AUE-FON e docente dell’International
Fashion Institute “Izet Curi”, ha esposto in diversi contesti internazionali e nel 2024 ha ricevuto un
riconoscimento agli A’ Design Award and Competition nella categoria Digital Art. Con “DATA FIELD_01”,
parte di una ricerca in evoluzione, Eftimov trasforma i dati digitali in materia creativa. Reti, topografie e flussi
di informazione vengono tradotti attraverso una maglia stampata e una costruzione contemporanea, in una
visione della moda come sistema di trasformazione e comunicazione. Doruntina Kashtanjeva, designer
originaria di Ferizaj, Kosovo, ha presentato a Parigi una creazione ispirata alla celebre “Notte stellata” di
Vincent van Gogh. Il contrasto tra il nero e i motivi luminosi delle stelle richiama il rapporto tra oscurità e
luce, evocando speranza, energia e immaginazione. L’utilizzo di materiali non convenzionali, ispirati alle
texture dell’arredamento, conferisce all’abito un carattere futuristico, trasformando l’opera d’arte in una
nuova visione da indossare. Blendina Katona, designer originaria di Gjakova, Kosovo, ha completato
quattro anni di formazione in modellistica e fashion design presso l’International Fashion Institute “Izet
Curi” di Skopje, distinguendosi già durante gli studi con partecipazioni a mostre e fashion show e con il
premio “Modélisme” dell’Istituto Francese di Skopje, che le ha permesso di prendere parte a un viaggio
formativo a Parigi. A Parigi ha presentato una creazione ispirata all’immaginario del cinema d’azione e della
fantascienza futuristica, dove moda, protezione e funzionalità si incontrano. Strutture decise e linee
dinamiche richiamano un’armatura contemporanea, esprimendo l’idea di una donna del futuro sicura di sé,
autonoma e pronta a controllare il proprio spazio. Jehona Kastrati, designer nata in Germania e formatasi
tra la High School of Arts “Adem Kastrati” di Gjilan e l’International Fashion Institute “Izet Curi” di
Skopje, ha maturato dal 2021 al 2026 un’importante esperienza professionale presso Maison Alaïa a
Parigi. Per la GX Fashion Week Paris ha presentato un concept ispirato ad Amelia Earhart, pioniera
dell’aviazione, attraverso un cappello in pelle che ne richiama forza, avventura e spirito pionieristico.
L’accessorio reinterpreta la tradizione dell’aviazione in chiave contemporanea, dialogando con l’estetica
futuristica dello Space Age di Courrèges. Vesa Xhelili, giovane designer di Gjilan, Kosovo, ha presentato a
Parigi una creazione ispirata a una visione distopica del futuro, dove il progresso lascia spazio alle
conseguenze dell’avidità, del potere e dell’egoismo umano. Il lavoro riflette sulle scelte che stanno
costruendo il futuro e lancia un monito sulla necessità di preservare valori come responsabilità, uguaglianza
ed empatia. Un linguaggio volutamente oscuro, ma orientato alla speranza di un futuro fondato sulla
cooperazione anziché sul controllo. Slavica Simeunovic, designer serba formata tra economia e
modellistica professionale, ha conseguito la qualifica di Pattern Maker e Fashion Garment Developer
presso l’Istituto Italiano di Moda SITAM di Padova, dove oggi è anche educatrice certificata secondo il
metodo dell’istituto. A Parigi ha presentato una creazione ispirata alla visione Space Age di Pierre Cardin,
rileggendo in chiave contemporanea l’idea di futuro immaginata negli anni Sessanta. Forme circolari, linee
scultoree e volumi decisi costruiscono un dialogo tra nostalgia e innovazione, raccontando una donna
contemporanea libera, indipendente e aperta al cambiamento. Ulpiana Toska, studentessa al terzo anno
dell’International Fashion Institute “Izet Curi”, ha presentato a Parigi una creazione ispirata alla
tecnologia e alla robotica come rappresentazione del presente e del futuro. Il progetto mette in dialogo il
progresso tecnologico con la dimensione della fede e della spiritualità, riflettendo sul futuro non soltanto
come evoluzione materiale, ma anche come percorso umano e spirituale. Una visione che invita a
interrogarsi su ciò che la tecnologia non può spiegare e sul significato che ciascuno attribuisce al proprio
futuro. And Halimi, studentessa al secondo anno dell’International Fashion Institute “Izet Curi” di Skopje,
ha presentato a Parigi una visione del futuro lontana dall’immaginario tecnologico più convenzionale. La sua
creazione immagina un mondo senza presenza umana, riconquistato dalla natura attraverso foglie, edera e
muschio. Un futuro organico e silenzioso, nel quale la natura si riappropria degli spazi lasciati dall’uomo,
diventando simbolo di resilienza, trasformazione e nuova vita. Anita Murati, studentessa al terzo anno
dell’International Fashion Institute “Izet Curi” di Skopje, ha presentato a Parigi una creazione costruita sul
contrasto tra bianco e rosso. Una linea essenziale e architettonica accoglie al centro un cuore anatomico,
mentre una corona scultorea richiama il battito cardiaco, trasformando il ritmo della vita in un elemento
visivo. Una riflessione sul rapporto tra futuro e condizione umana, dove anche nella tecnologia più avanzata

l’emozione continua a rappresentare l’essenza dell’identità. Musli Karaliti, designer originario di Pristina e
studente dell’International Fashion Institute “Izet Curi” di Skopje, ha presentato a Parigi una creazione
ispirata al Futurismo, interpretando il progresso e la trasformazione del mondo contemporaneo attraverso
volumi geometrici e strutture ispirate all’architettura. La costruzione dell’abito mette in relazione corpo,
tecnologia e spazio urbano, immaginando una moda in continua evoluzione e proiettata verso le città del
futuro. Sofija Petrova, designer macedone e studentessa al quarto anno dell’International Fashion
Institute “Izet Curi” di Skopje, ha presentato a Parigi “Archaeology of the Future”, una riflessione sul
momento in cui anche il futuro diventa passato e acquisisce una propria storia. La creazione, sospesa tra
abito, armatura e architettura, combina una struttura geometrica e rigorosa con superfici dall’aspetto vissuto
e metallico, trasformando l’idea di progresso in un reperto da riscoprire. Una visione alternativa del
Futurismo, nella quale ciò che oggi immaginiamo come futuro è destinato, inevitabilmente, a diventare parte
della memoria.
A completare il percorso estetico della GX Fashion Week Paris è stato il lavoro del team Hair & Make-Up,
coordinato da Alex Radulescu, Diana Jaupi e Barbara Screti, chiamati a tradurre in immagine le diverse
identità creative portate in passerella. Un coordinamento attento e professionale che ha accompagnato le
collezioni, valorizzandone carattere, atmosfera e linguaggio visivo. Il team era composto da Alina Stingaciu,
Antonia Cojocariu, Alicia Mancino, Francesca Dettoli, Stefania Mero, Motoc Monica Alexandra,
Deborah Chirulli, Michela Carpitella, Alessandra Ruggieri, Maria Rosaria Lonoce, Veronica La Terra,
Clarissa Airò, Elena Popa, Manuela Carella, Rosaura Epifani, Mishaela Zefi, Dory Tammaro, Ony
Mederos, Federica De Padova, Andrei Cretu, Adrian Colesniuc, Alexia Bardas, Alexandra Feher.
Alla realizzazione di un evento internazionale come la GX Fashion Week Paris opera uno staff numeroso,
di importante caratura, rodato e capace, nel quale competenze, esperienza e coordinamento concorrono
alla costruzione e alla gestione di ogni fase dello show. Il coordinamento del backstage e la gestione
delle sfilate, dalle tempistiche delle uscite in passerella alla successione dei diversi momenti dello show,
rappresentano da sempre il compito della giovane Alessia Xhafa, che, nonostante la sua giovane età, vanta
già anni di esperienza in questo ruolo ed è stata protagonista di numerose edizioni internazionali della GX
Fashion Week. Una responsabilità che richiede precisione, rapidità organizzativa e una costante capacità di
gestione del ritmo della sfilata e delle dinamiche che si sviluppano dietro e davanti alla passerella. Nel ruolo
di Co-Organizer & Communications Director, Alessio Marrari, professionista affermato nel settore della
comunicazione e dei media, segue il sistema di comunicazione e parte del coordinamento organizzativo
della GX Fashion Week, curando i rapporti con ospiti, professionisti, partner e realtà coinvolte nel progetto,
oltre alla costruzione, alla gestione e alla diffusione dell’identità internazionale della GX. Un’attività
trasversale che accompagna il progetto nelle sue diverse fasi, dalla preparazione degli eventi alla loro
comunicazione e proiezione internazionale.
Un sentito ringraziamento a Hazis Vardar, creatore del Musée Banksy di Parigi, per aver accolto GX
Fashion Week e sostenuto una visione capace di unire arte, moda e nuove generazioni di talenti, offrendo
alla creatività albanese una prestigiosa vetrina internazionale. Un ringraziamento speciale a Ilda Hila,
fondatrice di MeZemër.com, per il suo impegno nella promozione delle eccellenze enogastronomiche e
artigianali albanesi nel mondo, contribuendo a far conoscere la qualità, la tradizione e l’identità culturale
dell’Albania a un pubblico internazionale. Un sentito ringraziamento anche al Grand Hôtel Lafayette e al
Centre Culturel des Albanais per il prezioso supporto e la collaborazione, che hanno contribuito alla
realizzazione e al successo di GX Fashion Week Paris.
Credits Photo: Arjentina Kola, Florian Vervier, Johnny Fusca, Claudio Castellano.