Molino “L’Italia è variegata, l’attuazione della Bolkestein andrebbe vagliata caso per caso”

7 Mag , 2026 - Articoli Vari,Una Finestra Sul Sangro

Molino “L’Italia è variegata, l’attuazione della Bolkestein andrebbe vagliata caso per caso”

“Il Comune ha l’obbligo di procedere, senza alcuna ulteriore dilazione, all’indizione di una trasparente, imparziale e non discriminatoria procedura selettiva per l’assegnazione delle concessioni demaniali marittime per finalità turisticoricreative” E’ quanto stabilito dal Tar di Pescara che, accogliendo il ricorso presentato dall’AGCOM (Autorità garante della concorrenza e del libero mercato) ha annullato gli atti impugnati dal Comune di Vasto (CH) condannandolo al pagamento delle spese di lite nella misura di 4mila euro in favore dell’Autorità garante. In sostanza, le gare si devono fare subito, senza attendere la scadenza del 30 settembre 2027, in quanto, attraverso questa decisione la giustizia amministrativa ha voluto ribadire il rispetto e la non eludibilità delle norme comunitarie “La delibera della giunta del Comune di Vasto n.208 del 26 giugno 2025 si pone in contrasto con i principi comunitari in materia di concorrenza, in quanto subordina lo svolgimento delle procedure di evidenza pubblica per l’assegnazione delle concessioni demaniali marittime alla preventiva approvazione del piano demaniale marittimo e del piano di assetto naturalistico (Pan) della riserva Marina di Vasto”. Tuttavia, se da un lato l’attesissima sentenza del TAR, ha segnato un punto fermo sull’annosa querelle relativa alle concessioni demaniali, dall’altro vede il dissenso dei balneatori vastesi, ed in particolare di 15 aziende del settore che, invocando la corretta applicazione della direttiva Bolkestein, hanno dato mandato al Comune di Vasto, di accertare la non scarsità della risorsa naturale (spiaggia), attraverso una mappatura. “Nella nostra città che ha un’estensione di risorsa naturale di 19 km la scarsità non esiste”, così, ai nostri microfoni, Domenico Molino, presidente del Consorzio Lidi Vastesi, nonché titolare, di terza generazione, dello storico stabilimento Da Mimì presente nel cuore della Marina Vastese dagli anni 50’ del secolo scorso. Ed invero, in virtù della L. 241 del 90 i balneatori vastesi hanno chiesto al Comune l’avvio di un procedimento che certifichi la non scarsità della risorsa naturale incaricando, a tale scopo, dei professionisti “La colpa è del Governo italiano che dopo la L. 59 del 2010 e dunque dopo il recepimento della direttiva comunitaria non è mai stato in grado di chiarire una procedura così semplice. L’Italia è variegata, pertanto l’attuazione del Bolkestein andrebbe vagliata caso per caso e sono i comuni che devono fare questo tipo di studio”. “In questo modo”, prosegue il presidente Molino “Alcuni comuni dovranno andare a bando per rispetto delle norme comunitarie ed altri continueranno con la legislazione nazionale. La nostra richiesta è quella di porre in essere il dettato legislativo europeo recepito nel 2010 con la legge 59 dal Governo Berlusconi così come previsto dall’articolo 16 della stessa norma, e così come sancito anche dalla Corte di Giustizia con la famosa sentenza Ginosa, nonchè dagli artt. 11 e 12 della direttiva Bolkestein che riguarda tutti i beni pubblici e non solo i servizi balneari”. L’auspicio del Molino è quello di aprire una discussione seria e, per la prima volta, capace di capire che la tipicità del rapporto turistico che i balneatori di tutta Italia, da generazioni, hanno con i turisti, non possa essere oggetto di omogeneizzazione nazionale, dal momento che ogni regione e ogni comune ha le proprie caratteristiche intrinseche relativamente ai servizi di accoglienza sulle spiagge della nostra penisola e che pertanto non possono essere generalizzate da una direttiva europea. Infine, il Molino rivolgendosi al Presidente Mattarella formula un appello “Noi siamo tutti balneatori pre-2009 e stravolgere un mercato con una direttiva che non è la stessa rispetto al nostro ingresso di mercato non è possibile. Noi siamo imprenditori dobbiamo avere il tempo di capire, non è possibile che un tribunale amministrativo dica a un comune di andare a bando, c’è qualcosa che discrimina l’attività imprenditoriale e spero che il Presidente della Repubblica pensi che siamo imprenditori a prescindere da ciò che votiamo”.