Da venerdì 25 settembre in radio il brano “STREET OF HEAVEN” contenuto nel primo EP “PEACEFARE” (May Productions) dell’eclettico cantautore VINCE MAY, disponibile in cd, digitale e vinile.

Un progetto musicale profondo ed emozionale che riflette sulla pace ai tempi delle “guerre di pace”, intrecciando impegno civile, ricerca spirituale e memoria. Attraverso quattro brani ricchi di sfumature, dalla critica alla dipendenza digitale alle illusioni della propaganda, dalla tragedia palestinese vista con gli occhi di una bambina fino al conforto della speranza, l’artista bresciano firma un’opera intensa tra sonorità rock, tributi gilmouriani e country di stampo americano.
Questa la tracklist dell’EP:
- No More Lies
- Peacefare
- Farah
- Street of Heaven
Un viaggio musicale che si apre con l’energia rock di “No More Lies”, una profonda riflessione sulla dipendenza dai dispositivi digitali e sul suo ostacolo alla maturità personale. Si passa poi alla title track “Peacefare”, brano che smaschera le illusioni della propaganda bellica e della falsa democrazia attraverso una voce di chiara ispirazione trumpiana. Le sonorità si fanno più intime e gilmouriane in “Farah”, toccante omaggio alla tragedia palestinese raccontata attraverso gli occhi innocenti di una bambina di cinque anni che cerca di sopravvivere. A chiudere il lavoro è infine il country rock di stile Nashville “Street of Heaven”, un’intensa traccia che trasforma l’esperienza dell’accompagnamento alla morte in un messaggio di speranza e crescita spirituale.
«Peacefare nasce come una bussola per i giovani, spesso disorientati da un mondo adulto irrisolto, per aiutarli a trovare la propria serenità. Al contempo, parla a chi ama il rock d’autore: un linguaggio classico con cui racconto il presente e che, tra sfumature gilmouriane e country rock, traccia la rotta dei miei progetti futuri». – Vince May
Vince May, pseudonimo di Alfredo Rabaiotti, è un cantautore, chitarrista e produttore bresciano che debutta nel 2026 con Peacefare, il suo primo EP.
Dietro il nome Vince May c’è una storia personale: Vince è un omaggio a Vincenzo, il nonno paterno, mentre May richiama il mese di nascita e, insieme, Brian May, la prima rockstar di cui si innamora musicalmente.
La sua musica nasce dall’incontro tra rock, blues e country e affronta temi profondamente personali e, allo stesso tempo, universali: l’individualismo, il conflitto interiore, la fragilità umana e la violenza geopolitica. In Peacefare, questi elementi diventano il filo conduttore di un racconto che parte dall’esperienza individuale per allargarsi alla dimensione collettiva.
L’EP è cantato in inglese, una scelta naturale per Rabaiotti, cresciuto ascoltando e suonando musica anglosassone, irlandese e americana. Country, blues rock e rock britannico hanno formato il suo immaginario musicale e il suo linguaggio sonoro, alimentato anche dalle numerose esperienze nei luoghi che hanno fatto la storia di questi generi, da Memphis a Nashville, fino a New Orleans.
Nel suo universo artistico convivono influenze molto diverse: dagli U2 ai Genesis, dai Led Zeppelin ai Pink Floyd e tutto il cantautorato country americano e folk internazionale, insieme al cinema e alla sensibilità narrativa di Robin Williams.
Negli ultimi sei anni Rabaiotti ha approfondito lo studio dell’armonia e della post-produzione, fino a creare May Recording Studios, il proprio studio di registrazione, dove sviluppa e realizza i suoi progetti musicali.
Da ventisei anni è coach sistemico e accompagna imprenditori, manager, giovani e famiglie, con una formazione maturata anche negli Stati Uniti e in Giappone.
È autore di due libri di successo. Nel 2020 ha collaborato con Ferruccio de Bortoli al libro Le cose che non ci diciamo (fino in fondo), pubblicato da Garzanti. Nel 2023 ha pubblicato Orientare l’Anima. È inoltre fondatore del movimento di promozione sociale #IoPagoIFornitori.
Per diversi anni ha collaborato con la Fondazione Rita Levi-Montalcini, un’esperienza che ha segnato profondamente il suo percorso umano e personale e che lo ha visto impegnato in progetti dedicati alla formazione e all’autonomia delle donne africane.
Ha condotto Workspeech con il Giornale di Brescia e da anni porta avanti attività formative e laboratoriali, tra cui percorsi di teatro rivolti agli adolescenti.